anello fidanzamento

Sono sposata da un anno e quattro mesi e ancora oggi non posso non emozionarmi ripensando a quel giorno. Certo non sempre va tutto come dovrebbe andare, l’imprevisto è  dietro l’angolo ma quel giorno rimarrà per sempre scolpito nel mio cuore. Che voi ci crediate o no, la giornata passerà in un lampo, non avrete nemmeno il tempo di capire quel che sta succedendo che vi ritroverete la sera, nella vostra camera, con i piedi doloranti e il sorriso sul cuore.

Ma c’è un altro momento che precede le nozze capace di emozionare tanto quanto il matrimonio. Sto parlando del momento in cui il tuo lui ti fa la fatidica proposta e ti dona l’anello come pegno del suo amore.

Ma poi perché si regala l’anello? Voi ve lo siete mai chieste? Io spesso.

Anello di fidanzamento: tra leggende e miti. Vi racconto del Claddagh Ring e della sua storia romantica.

claddagh Ring - anello fidanzamento

Tra le varie leggende che ruotano intorno all’anello di fidanzamento, quella che amo di più riguarda la nascita del famoso anello irlandese, il Claddagh Ring, l’anello composto da due mani che tengono un cuore che a sua volta è sormontato da una corona.

La prima volta che ne ho sentito parlare ne sono rimasta molto colpita e sebbene si tratti di una tradizione differente dalla nostra, quando di mezzo c’è l’amore non c’è differenza che tenga.

Si narra che un abitante di Galway, un certo Joyce, durante un viaggio per le Indie occidentali, fu catturato dai pirati e venduto come schiavo ad un orafo che gli insegnò il mestiere. Quando Re Guglielmo III d’Inghilterra ottenne il rilascio di tutti gli inglesi catturati, anche Joyce fu liberato ma l’orafo, che nel frattempo gli si era affezionato, cercò di convincerlo a restare con lui, promettendogli la mano della figlia. Ma, sempre secondo la leggenda,  Joyce era innamorato di una ragazza di Galway, quindi non poté accettare. Tornò da lei, che lo aveva aspettato per tutti quegli anni e le donò il Claddagh Ring, l’anello che aveva appositamente creato per lei, come simbolo del loro amore che era durato negli anni nonostante tutto. Nonostante la lontananza. Si sposarono e da quel giorno non si separarono più.

Claddagh Ring, un anello come simbolo di amore e fedeltà che vorrete avere

Non so ma quando ho letto di questa leggenda e del significato dell’anello, ne sono rimasta colpita. Le mani rappresentano l’amicizia, la corona la loro lealtà e devozione, ed infine il cuore è simbolo dell’ amore eterno. Come si fa a non amare questa leggenda? E soprattutto a non desiderare questo anello?

Io non ho ricevuto il Claddagh Ring dal mio lui ma anche il mio anello ha una storia. Magari un giorno ve la racconterò. Ma qualunque sia la storia del vostro anello, quando il vostro “lui” si inginocchierà davanti a voi, in quel preciso momento sentirete le famose farfalle nello stomaco, vi si annebbierà la vista e il cuore vi scoppierà di gioia.

E se vi chiamate Francesca probabilmente per tutto il tempo direte “No, no, no, no… alzati“, non lo lascerete parlare e con gli occhi ancora colmi di lacrime sussurrerete un “Si che lo voglio. Era ora“.

E se siete sposine del 2017 immagino la vostra agitazione, io ho organizzato tutto in meno di 4 mesi ma se avessi avuto più tempo c’è una cosa che avrei fatto: partecipare al Salone della Sposa. E qui a Catania l’appuntamento più importante nel mondo wedding è Sposami, dal 14 al 22 Gennaio presso il centro fieristico Le Ciminiere.

Nel frattempo potete sbirciare l’evento dello scorso anno e farvi un’idea delle meraviglie che troverete nel Salone del Matrimonio!

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Written by Francesca
Blogger dal 2010, studi giuridici e la passione per la scrittura. Ama raccontare il suo mondo "incantato" tra beauty, fashion & lifestyle.

    3 commenti

  1. Chiara 30 Novembre 2016 at 19:14 Rispondi

    La storia è davvero bella, ma non mi piace moltissimo come anello di fidanzamento!

    Chiara | Vogue at Breakfast

  2. Fabrizia 30 Novembre 2016 at 22:38 Rispondi

    Ma che bella la leggenda a cui è legato questo anello!
    Fabrizia – http://www.cosamimetto.net

  3. alessandra 4 Dicembre 2016 at 11:52 Rispondi

    Che bella storia, non la conoscevo. Molto carino l’anello
    Alessandra

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